Primula, la regina dell’inverno: bella da vedere, facile da coltivare e utile contro bronchite, ansia e insonnia

Poter esibire una bella ciotola di fiori sgargianti, rigogliosi anche durante la stagione invernale – proprio quando tetti, prati e strade sono bianchi per la neve – è davvero una bella soddisfazione! Ma non si tratta solo di fantasia: i coloratissimi fiori della primula riescono a resistere a temperature rigide e a fiorire copiosamente anche durante il mese di gennaio.

In Italia ne crescono spontaneamente nei prati una ventina di tipi diversi; nei nostri giardini invece trovano posto le primule coltivate nelle serre, costituite da  diversi ibridi comprendenti varietà per la coltivazione in piena terra e per appartamento.

Che sia spontanea o prodotta in serra, la primula è un fiore di semplice coltivazione e di facile fioritura: teme le fonti di calore, preferisce non essere esposta direttamente ai raggi solari, adora la mezz’ombra e il terriccio sempre umido.

I suoi fiori sono formati da un’irregolare numero di petali dalle forme più disparate – in genere grandi e molto grandi – e dalle tonalità più svariate: dal giallo oro al violetto, dal rosa al lilla chiaro, dal bianco al rosso acceso. Caratteristico della primula è il suo cuore: il centro infatti dei suoi fiori è sempre di un colore completamente diverso rispetto ai petali, in genere giallo oro o blu molto scuro.

Bella da vedersi nei nostri giardini o nelle ciotole davanti all’uscio, la primula non è solo un fiore decorativo ma può essere utilizzata anche come erba medicinale, tanto che è stata utilizzata sin dall’epoca di Plinio Il Vecchio in caso di paralisi, gotta e reumatismi. Le sommità fiorite della Primula Vulgaris sono ancora oggi impiegate in erboristeria per le loro proprietà espettoranti, antinfiammatorie, ad azione analgesica e antispastica. La primula viene quindi consigliata in caso di bronchite e di infezioni del tratto respiratorio, per combattere insonnia, ansia, dolori reumatici e gotta.

Per preparare un’infuso di primula basta aggiungere in una tazza d’acqua bollente un cucchiaio raso di erba, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere. Ne è sconsigliata l’assunzione in caso di gravidanza, in concomitanza con terapie anticoagulanti o se siamo allergici all’aspirina.

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